I pantaloni compaiono nella storia dell’abito dopo la comparsa della gonna, questo è piuttosto comprensibile. La gonna facile da realizzare era un abbigliamento adottato anche dall’uomo, ma è un abbigliamento non privo di handicap.

I primi pantaloni

I pantaloni nacquero secoli or sono probabilmente per esigenza, molte scoperte vengono fatte per esigenza o per caso.

Probabilmente il pantalone nasce per l’esigenza di cavalcare, la gonna era scomoda e così si inventò il pantalone.

Addirittura prima di Cristo i Persiani inventarono questo capo che realizzarono conciando le pelli rendendole morbide e duttili a questa lavorazione.

In Europa questo indumento apparirà più tardi quando i Romani vennero in contatto con i Galli i quali per proteggersi dal freddo usavano vestire con dei tubi legati alle gambe (Gallia bracata).

In un certo senso questo indumento fu snobbato dai Romani che però, probabilmente constatata la praticità cominciarono ad usarlo, erano soprattutto fatti in lana e legati alle gambe, più che pantaloni potremmo definirle calze.

Pantaloni nel medioevo

il boa si sporge in avanti e le calzesolate si slacciano

Musei di Fermo

E’ nel Medioevo che queste calze dette panni da gamba, prendono assai piede, tanto è vero che assisteremo ad un trionfo di colori, sono di questo periodo calze a due colori  che vanno a coprire il piede e sono persino munite di suola (calzesolate) con casacche a quadri di colori diversi che si intonano in qualche modo alle calze, abbinate a queste casacche maniche di diverso colore. Queste calze arriveranno sino all’altezza dell’inguine dove andranno ad annodarsi con lacci al farsetto per mezzo del braghere, cintura munita di occhielli. E immaginate, spesso si slegavano e davano scandalo come mostra questo dipinto a fianco.

 

amanti, il ragazzo veste calzesolate

Copia di amanti, disegno a punta d’argento su carta 1480-1490

In un secondo tempo pensarono di unire le due parti tramite un triangolo di tessuto che serviva a coprire i genitali, (braghetta). Una moda assai scandalosa, e discussa poiché i giovani  si mettevano in mostra, vestendo farselli e zupparelli, piuttosto corti.

L’abito maschile va così distinguendosi da quello femminile e si evolverà, mano a mano.

I pantaloni si trasformeranno da calzesolate a brache a palloncino (calzoncini a sbuffo), pantaloni stretti sino al ginocchio o larghissimi, fatti con strisce di stoffa di tessuto prezioso (Lanzichenecchi).

 

Pantaloni o brache dei Lanzichenecchi dipinto ritratto Carlo I 1632 moschettiere

Origine del nome pantalone

Pantalone dei Bisognosi

 

 Il nome pantalone pare lo si debba alla famosa maschera veneziana di Pantalone dei Bisognosi che ispirò il duca di Brunswick, il quale rimasto affascinato dal paio di brache prive di lacci al polpaccio che indossava la maschera si fece subito fare un paio di pantaloni simili anche se debitamente corretti da nastri. Non vi pare che i nostri maschietti che tanto parlano di donne vanitose non siano stati vanitosi a loro volta? Dapprima mostrando le forme delle loro gambe ed avvolte fortuitamente pure qualcos’altro (quando aimè queste calzesolate si slacciavano e scivolando lasciavano intravedere…). Poi con ricercati pantaloni colorati a sbuffo, pantaloni stretti sino al ginocchio, si sono spesso pavoneggiati sfoggiando pantaloni dalle svariate forme, senza non meno esibire se stessi.

Le gambe o i polpacci sono stati quasi sempre in mostra, tanto è vero che qualcuno più mingherlino e meno muscoloso cercava con qualche strattagemma di imbottire i punti meno dotati.

Il pantalone continua la sua evoluzione

abbigliamento maschile intorno al 1800    abiti uomo intorno al 1900 camice nere con i pantaloni alla zuava 1930giacca e pantaloni 

Il pantalone e l’abbigliamento maschile ha continuato la sua trasformazione sino ai giorni nostri, anche se attualmente non esagera con le stravaganze, bene o male la linea si è consolidata.

Un anno può essere un po’ più stretto, un anno un po’ più largo, ma la linea rimane classica o sportiva. Gli sfronzoli sono spariti, la linea ora è pulita ed essenziale, ma decisamente più pratica, rappresentano l’era in cui viviamo.