Chi sono?

 Sarta o stilista ? Mi presento. Non sono abituata a parlare di me, ma come tutti ho una storia e se fossi brava, potrei scrivere un romanzo, tutte le storie se ben raccontate sono belle.

Nasco nel 1959 da un papà sarto e da una mamma sarta in un paesino dell’Emilia Romagna all’età di soli tre anni i miei genitori si trasferirono a vivere a Ferrara dove rimasi sino all’età di 23anni. Dimenticavo il mio nome è Marzia (cliccando sul nome ne scoprirai il significato ), anche dal suo significato  si può capire chi sono.

La mia storia e chi mi ha trasmesso la passione

Forse sono partita con il mio racconto da un po’ troppo lontano con il rischio davvero di scrivere un romanzo. Ma bando alle ciance, chi sono lo scoprirete leggendo queste poche righe. Il mio primo incontro con la macchina da cucire lo ebbi all’età di quattro anni e come feci, non ve lo saprei raccontare, ma ricordo che la macchina da cucire si capovolse ed io mi ferii alla testa proprio con quel ferro dove si infila il rocchetto di cotone per cucire. Inutile dire che vivevo praticamente in sartoria con i miei genitori, che lavoravano molto, iniziando la mattina presto.

 Sarta o stilista ? Mi presento. Non sono abituata a parlare di me, ma come tutti ho una storia e se fossi brava, potrei scrivere un romanzo, tutte le storie se ben raccontate sono belle.

Nasco nel 1959 da un papà sarto e da una mamma sarta in un paesino dell’Emilia Romagna all’età di soli tre anni i miei genitori si trasferirono a vivere a Ferrara dove rimasi sino all’età di 23anni. Dimenticavo il mio nome è Marzia (cliccando sul nome ne scoprirai il significato ), anche dal suo significato  si può capire chi sono.

Forse sono partita con il mio racconto da un po’ troppo lontano con il rischio davvero di scrivere un romanzo.

Ma bando alle ciance, chi sono lo scoprirete leggendo queste poche righe. Il mio primo incontro con la macchina da cucire lo ebbi all’età di quattro anni e come feci, non ve lo saprei raccontare, ma ricordo che la macchina da cucire si capovolse ed io mi ferii alla testa proprio con quel ferro dove si infila il rocchetto di cotone per cucire. Inutile dire che vivevo praticamente in sartoria con i miei genitori, che lavoravano molto, iniziando la mattina presto.

Continuai ad andare ad aiutare i miei in sartoria, dall’età di 10 anni aiutavo sporadicamente i miei genitori.

Terminati i compiti e lo studio andavo a cucire, mi faceva sentire più grande, ma anche un po’ sfortunata, poiché ero meno libera rispetto alle mie amiche.  

Ma ricordo con piacere le vacanze della scuola, perché mi svegliavo all’alba, per realizzare tutti gli abiti che avevo progettato per me.

Sono sempre stata vanitosa e ho sempre avuto una bella figura e desideravo vestire come le modelle in passerella.

Da lì nasce la mia abilità e la mia passione per gli abiti da donna, poiché la sartoria dei miei genitori era improntata sui capi spalla e sugli abiti da uomo in genere. Terminati gli studi rimasi per un po’ di anni  nel laboratorio ad aiutare i miei genitori, poi sposatami mi trasferii in Piemonte dove continuai il lavoro che al fine era il lavoro dei miei genitori con la differenza, che i miei abiti sono per le donne e spesso sono io a disegnarli. 

Sarta o Stilista?

Chi sono in realtà? Più sarta o più stilista? Per me la stilista e la sarta sono una persona sola, una stilista capace deve essere anche sarta, conoscerne le tecniche per saperne disegnare e spiegare gli abiti.

Io sono tutte due le figure e ci sono giorni che mi sento veramente orgogliosa di quello che riesco a fare ho un rammarico, quello di non aver mai fotografato i miei abiti, comincio a fotografarli ora che ho aperto questo blog ed è un vero peccato.

Hai qualche domanda da farmi?
Mi piacerebbe tanto conoscere la tua storia,
se ti va scrivimi un messaggio
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