Il mondo della sartoria usa dei termini particolari per indicare le parti di un modello oppure per indicare il materiale utile per confezionare un abito. A questo proposito ho deciso di preparare un glossario che dividerò in due parti poiché i termini sartoriale sono assai vasti.
In questa prima parte troverai le parole utilizzate riguardo le parti dei capi.
Termini sartoriali impiegati per indicare le parti dei capi di abbigliamento
- Abito: Si dice abito un vestito che può essere maschile o femminile. Si usa la parola abito in generale, ma si specifica quando si utilizza un termine più specifico per indicare un abito utilizzato in una particolare situazione. Esempio: Abito da sposa, abito da sera, abito da lavoro, oppure abito da uomo, se è un completo (giacca pantaloni e gilè) ecc..
- Tight: Abito da cerimonia maschile spezzato, si utilizza nei matrimoni che vengono celebrati di giorno entro le ore 18. Il nome inglese è tight-coat, ovvero giacca attillata.
- Frac: Abito da cerimonia maschile da sera si indossa solo dopo le ore 18, anche se spesso indossato anche nei matrimoni.
- Smoking: Abito dall’ eleganza formale. Si caratterizza per i dettagli in raso: revers in raso, i bottoni in raso e una striscia di raso lungo la gamba del pantalone.
- Abito Classico: Si dice un abito con uno stile tradizionale, le linee che solitamente vengono preferite dalla sartoria, i colori sobri, modelli lineari senza fronzoli, che durano nel tempo. Una linea seria, adatta al lavoro di ufficio e non. Sempre elegante che utilizza tessuti di pregio.
- Ago: Attrezzo appuntito allungato, in acciaio con in cima una cruna dove infilare il filo, di diversi spessori e lunghezze che si utilizza per cucire a mano. A questo proposito avremo diverse tipologie di Ago: ago da lana, più spesso e tozzo con punta arrotondata, ago da materasso utilizzato dai tappezzieri, molto lungo, spesso e appuntito deve appunto oltrepassare i materassi, aghi a forma di lancia utilizzato per cucire la pelle, aghi per rammendo lunghi e di spessore medio con cruna allungata..
- Appiombo : Si dice di un capo: è in perfetto appiombo. Significa che l’impostazione del capo ha rispettato il dritto filo del tessuto e quindi il capo cade bene senza difetti. Prendiamo ad esempio un filo con legato alla sua estremità un piombino, cade in caduta libera perfettamente perpendicolare alla linea di terra.
- Asimmetrico riferito ad un modello: Si dice asimmetrico un modello che abbia le due parti diverse rispetto al centro, esempio: un corpino che nella parte sinistra o destra abbia un drappeggio ma che nella parte opposta sia liscio.
- Blusante: Questo termine viene usato per indicare un abito, tuta o camicetta, che dal punto vita più stretto va ad allargarsi, diventando morbido e soffice, a sbuffo con una linea più ampia.
- Carré o sprone: Termini sartoriali per indicare un taglio che viene praticato nella parte superiore del capo, (abito, cappotto, soprabito, giacca, giaccone)in maniera orizzontale.
- Arricciatura: indica un modo di pieghettare il tessuto con piccole pieghe su un’unica linea di cucitura.
- Baschina: è la parte superiore della gonna che viene tagliata, per essere più chiara può essere paragonata ad un carré del corpino.
- Corpetto o corpino: Viene definito con questo termine la parte superiore di un capo di abbigliamento, sino al punto vita.
- Chiusura: Nominate in questo modo sono le aperture di un capo che permettono di indossare il capo senza le quali un capo non potrebbe essere indossato, senza difficoltà. L’allacciatura di un capo d’abbigliamento che può essere fatta con asole e bottoni, cerniere lampo, ganci, velcro, alamari, automatici, laccetti…
- Drappeggiare: L’arte di formare alcune pieghe in modo armonioso, sui capi di abbigliamento creando così particolari modelli (drappeggio).
- Dritto filo sul tessuto: E’ facilmente riconoscibile seguendo la direzione della cimosa. Un capo tagliato in dritto filo è un capo che viene tagliato posizionando il dritto filo del cartamodello parallelo all’ordito del tessuto. Si dice un capo posizionato in piedi.
- Manica a Kimono : è un particolare taglio di manica piuttosto ampia che prende il nome dal kimono Giapponese, forse perché prende spunto da esso.
- Manica a raglan: è una manica, che si attacca al corpino partendo dal collo, con un taglio in diagonale che va fin sotto all’ascella. Quindi per questa manica particolare anche il corpino sarà adeguato.
- Finta: è una striscia di tessuto che nasconde qualcosa in genere un’abbottonatura, come in una giacca, abito, camicia, ecc..può avere diverse dimensioni.
- Giro ( manica): si riferisce ad una manica che va ad attaccarsi al corpino utilizzando il perimetro superiore dove esce il braccio.
- Svasatura: Si dice svasatura quando andiamo ad allargare una parte del capo verso l’orlo, esempio una manica svasata, una gonna svasata … scampanata
- Godet: è un particolare taglio usato per una gonna che esaspera la svasatura creando un particolare effetto ondulato. E’ possibile definirlo taglio sgheronato, cioè fatto a gheroni, che sono strisce triangolari unite dalla punta.
- Motivi: sono i particolari, i decori che contraddistinguono un capo.
- Paramonture (mostre): sono le rifiniture del capo. Esempio: bordi maniche, bordi collo, bordi, aperture giacche e cappotti…. Sono le parti interne rifinite con lo stesso tessuto del capo.
- Patte o pattine: sono strisce di tessuto messe a nascondere l’apertura di tasche.
- Piedino del collo: è una listarella (sostenuta e rifinita all’interno con teletta ) che sale dal collo e va ad attaccarsi al colletto vero e proprio.
- Pieghe: sono delle ripiegature del tessuto e possono essere di vario genere, esempio a cannoncino, a sfondo piega..
- Pince o ripresa: E’ un tipo di piega triangolare (cuneo) che serve a modellare il capo adattandolo al corpo e va cucita
- Pistagna, o listino: La pistagna termine che deriva dallo spagnolo dallo pestaña, e dal portoghese pestana, che significa ciglio) è un pezzo di stoffa ( listino) che trovi sotto il colletto. Può essere anche un pezzo di stoffa imbottita, messa a coprire il colletto . È tipico del pastrano.
- Pastrano: Chiamato con questo nome un soprabito invernale pesante, indossato dall’uomo utilizzato dai militari.
- Rever o risvolto: Chiamiamo in questo modo il risvolto del collo di una giacca o cappotto o soprabito. Il termine rever deriva dalla parola inglese “reverse” che significa “al contrario, al rovescio”. Può avere diverse forme.
- Rinforzi: Tutto il materiale che utilizziamo nei capi per dare sostegno nei punti cruciali, punti sottoposti facilmente all’usura come colletti, pattine, tasche, sormonti..ecc ..e che senza un rinforzo si logorerebbero in fretta.
- Sbieco: parlando di tessuti è una linea obliqua di 45° rispetto al suo dritto filo.
- Scalfo: è denominata la parte inferiore del giro manica nel corpino, può essere in un abito, un cappotto, una giacca un soprabito ecc..
- Scollo: Scollatura di un capo nella parte superiore all’altezza del collo, cioè l’apertura dove entra la testa, la quale può assumere diverse forme ispirate alla geometria. Esempio: quadrato, a V, a barchetta e molte altre.
- Sfondo piega: parte interna di una piega, come dice la parola stessa, la puoi trovare in un abito, camicetta, gonna, cappotto….
- Spacco: E’ definito il taglio che viene lasciato aperto (spaccatura come dice la parola stessa) praticato in maniera verticale e quindi rifinito e può essere fatto per esigenze di comodità o per esigenze estetiche di stile. Lo puoi trovare in gonne, abiti, cappotti ecc…
- Tacche: Punti di riferimento che vengono eseguiti sui bordi dei cartamodelli e segnati attraverso piccoli taglietti. Essi verranno trasferiti sul tessuto al momento del taglio del capo e saranno importantissimi per confezionare il modello.
- Taglie: Tabelle che utilizzano per lo più le industrie. Sistema numerico utilizzato per indicare le misure di una persona e le sue proporzioni.
- Tassello : piccolo pezzetto di tessuto che può assumere la forma triangolare o quadrata e che può servire a dare l’agio necessario al movimento. Esempio: quadratino ti tessuto inserito nelle maniche a kimono aderenti, oppure tassello in gonne a ruota.
Esistono termini sartoriali diversi dialettali meno conosciuti perché utilizzati solo nelle regioni in cui si parla un certo dialetto, come ad esempio cuneo per indicare una pince.
Ora vi propongo un manichino regolabile utilissimo in sartoria
Il manichino è molto utile in sartoria. Se sei all’inizio e ti serve imparare puoi acquistarne uno a poco prezzo come il primo che ti propongo, ma come si dice, chi meno spende più spende. Ma forse tra il non avere il manichino e l’averne uno forse è meglio averlo. E’ molto leggere e il materiale di cui è coperto è molto leggero (un po’ instabile)
- Manichino regolabile (taglie italiane) dalla taglia 44 che è la taglia che più si usa alla taglia52 con un prezzo a dir poco sbalorditivo, soli € 129
- ++Un busto sartoriale facile da regolare con forme femminili molto naturali.++ Esiste il modello 150 e 151. ++ Non si troverà un prezzo migliore da nessuna parte! Prima di comprare controlla bene tutte le misure di entrambi i modelli! ++
- ++Il manichino Siera è un busto regolabile composto da 8 sezioni. ++ Il manichino è completamente rivestito con tessuto che rende possibile l’utilizzo di spille. ++ Inoltre il busto Siera dispone di un segna orli per poter cucire in un modo semplicissimo un orlo perfettamente dritto.++
- ++Il manichino è completamente regolabile grazie a 10 manopole facili da maneggiare. ++
- ++ Modello 151 Taglie: corrisponde con le taglie italiane 44 a 52 ++ Taglie regolabili: Modello 151 Taglie 44 – 52: girocollo: 38 – 43 cm, circonferenza seno: 100- 116 cm, girovita: 77 – 93 cm, circonferenza fianchi: 101- 117 cm +
Manichino regolabile con piedistallo in ciliegio decisamente più stabile con ben 12 possibilità di aggiustamento misure, clicca sulla foto per entrare in Amazon e vedere le varie misure che è possibile regolare. Il prezzo è decisamente più alto, ma il materiale è più consistente, oltre al disegno del manichino che può sembrare un pezzo interessante e antico.


Bravissima .Grazie ❤
Grazie mille!
Molto sintetico spiegazione ottima .
E’ la stessa cosa